Topic: normativa elettrica

Verifica e controlli impianti elettrici: la nuova linea guida CNPI

Il CNPI (Consiglio Nazionale dei Periti Industriali) ha pubblicato la nuova linea guida chiamata “Verifica e controllo impianti elettrici”, frutto del lavoro dei Gruppi di Lavoro “Sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro” e “Impianti elettrici ed elettronici”.

Lo scopo della guida è quello di agevolare sia il datore di lavoro che i professionisti che attivamente operano per l’installazione degli impianti.

Nel primo caso, viene data al titolare una lista delle misure indispensabili per fare in modo che l’impianto elettrico sia sempre efficiente - quindi alle condizioni ottimali iniziali - e in sicurezza e per essere anche conformi all’obbligo di legge, il quale prevede una manutenzione e un controllo continuo delle installazioni da parte dei responsabili del progetto.

Ai professionisti, invece, vengono date le strumentazioni tecniche e concrete per portare a compimento l’analisi dei rischi con cui completare i documenti di valutazione del rischio elettrico previsto dal Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro.

 

L’importanza della manutenzione

Il documento pone la sua attenzione sulla manutenzione e sui benefici che un corretto controllo agli impianti comporta, tra cui:

  • maggior sicurezza, dovuta all’osservazione degli standard di funzionalità preventivati per l’intero progetto
  • alta affidabilità: un impianto tenuto sotto controllo è un impianto che lavora al meglio delle proprie capacità, con cui garantisce una maggiore disponibilità di energia elettrica
  • qualità: maggiore controllo significa minore possibilità di guasti improvvisi o inaspettati e, di conseguenza, permette una qualità della tensione di alimentazione migliore
  • riduzione dei costi operativi: se si riesce a prevedere un possibile guasto, si ridurranno anche i costi aggiuntivi da affrontare per risolvere il problema e tutte le spese accessorie dovute ai danni provocati dal guasto non solo all’impianto ma, potenzialmente, ad altre parti dell’edificio
  • incremento della vita: un impianto a cui segue una corretta manutenzione è destinato a durare di più.


La definizione di un piano di manutenzione

All’interno del documento, vengono illustrate le fasi di un piano di manutenzione secondo le attività di verifica stabilite dalle leggi in vigore e un esempio sulla definizione di un piano vero e proprio.

Per prima cosa, è importante prendere in mano la documentazione già a disposizione e registrare tutti i dati utili. La guida propone una scheda per la valutazione documentale in cui andare a inserire tutti i dati per poi valutare quando intervenire (in maniera preventiva o correttiva).

Il secondo step suggerisce di eseguire un sopralluogo per verificare lo stato di conservazione dell’impianto e la sua corrispondenza rispetto a quanto indicato a progetto.

Dopo aver osservato l’architettura della rete, il tasso di guasto della rete di distribuzione e di tutti gli altri componenti , è importante portare a termine uno studio di affidabilità attraverso cui tener conto:

  • se sono disponibili dei ricambi
  • di quanto tempo serve per risolvere il guasto
  • di quanto costa economicamente l’interruzione del servizio elettrico

Voci del piano di manutenzione

  1. Esame a vista: è la fase in cui si valuta lo stato di degrado dell’impianto e il tipo di utilizzo effettuato dall’utente.
  2. Prove di funzionamento: per vedere se l’impianto soddisfa i requisiti minimi di sicurezza indicati dalla legge è necessario effettuare delle prove di funzionamento. Quest’ultime possono essere fatte in modi e tempi diversi prendere anche in considerazione le parti dell’impianto invece del suo complesso.
  3. Prove differenziali con tasto: questo passaggio è fondamentale per verificare come è distribuita la bassa tensione lungo il circuito e per capire lo stato di protezione di chi lo utilizza.
  4. Prove differenziali con strumento: per verificare l’intero sistema di protezione è fondamentale controllare che il funzionamento del dispositivo differenziale sia corretto.
  5. Controllo dispersore di terra: si effettua un controllo per verificare che il dispersore oppure il sistema di dispersione a terra siano ancora funzionali e che non siano danneggiati. Se possibile, questo tipo di check dovrebbe essere effettuato più frequentemente rispetto a quanto stabilito dalle norme vigenti.
  6. Prove di continuità, per verificare lo stato di efficienza dell’impianto intero.
  7. Condutture elettriche: a causa di usura ma anche di fattori ambientali, le condutture elettriche tendono a deteriorarsi e a non funzionare correttamente. Per verificare il loro stato, si deve osservare il tempo di utilizzo presunto, le condizioni con cui è stato utilizzato e quelle ambientali in cui si trova ad operare.
  8. Manutenzione quadri: le componenti di un quadro elettrico hanno una vita presunta differente in base a quanto sono sottoposti ad usura o alle condizioni ambientali. Un modo efficace per trovare i maggiori punti critici è quello di eseguire dei rilievi termografici.
  9. Attività di pulizia: punto fondamentale seppur semplice per garantire la funzionalità e la sicurezza di un impianto.


Lavorare in sicurezza

Un ambiente di lavoro sicuro è un posto più efficiente: soprattutto in ambito elettrico, in cui i pericoli sono numerosi e possono portare a conseguenze anche piuttosto gravi, l’ordine, il controllo e la prevenzione sono essenziali.

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Pubblicato da Redazione il 1 marzo 2019

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